Scrivere, scrivere, scrivere

Una tecnica molto semplice per placare il nostro flusso di coscienza è scrivere!

Scrivere, scrivere, scrivere

La vita può presentare situazioni alquanto sfidanti, alle quali reagiamo nei modi più disparati. Uno di questi è l’accumulo di pensieri, discorsi, ragionamenti che a tratti durante la giornata ci ritroviamo a riprodurre, come in un loop infinito, all’interno della nostra mente. Trascorriamo minuti, persino ore, a ripeterci frasi del tipo “Ha detto quelle parole, non posso ignorarlo, ma non voglio discutere, forse sono solo le mie paranoie.” Tuttavia, ammettere o meno che si tratta solo di paranoie non frena quella vocina dal riapparire e continuare con la medesima solfa. Fortunatamente, esistono tecniche in grado di aiutarci a liberare la mente e migliorare il nostro umore.

Una tecnica molto semplice per placare il nostro flusso di coscienza è la seguente: prendi carta e penna e scrivi tutti i pensieri che affollano la tua testa. Troppo facile? Vediamo alcune regolette che ritengo utili ai fini di un risultato soddisfacente:

  1. Scrivi i tuoi pensieri esattamente per come la voce nella tua testa li detta. Fai finta di essere come alle elementari, quando la maestra o il maestro faceva il cosiddetto dettato: il tuo compito è trasferire i tuoi pensieri su carta esattamente per come sono, non devi fare alcuna riflessione o trarre alcuna conclusione.
  2. Se senti la necessità di scrivere più volte una stessa frase, fallo.
  3. Gli errori grammaticali sono i benvenuti, non è una gara, non cerchiamo la perfezione, trascriviamo quello che udiamo nella nostra testa e basta.
  4. Non occorre avere una calligrafia impeccabile, possiamo procedere anche spediti, l’importante è scrivere tutto.
  5. Non usare abbreviazioni, la tecnica è efficace proprio perché si va a scrivere per esteso tutti i pensieri.
  6. Puoi usare fogli bianchi, colorati, o di brutta, e qualsiasi tipo di penna.
  7. Non usare il computer, usa carta e penna.
  8. Se i tuoi pensieri riguardano più situazioni diverse tra loro, puoi dedicare momenti diversi a ciascuna di esse. Una volta scelto un contesto che ti dà particolarmente da pensare, prenditi il tuo tempo per iniziare e finire. Nel mio caso, mi capita di dedicare anche un paio d’ore ininterrotte in cui riempio pagine e pagine, finché non trasferisco tutti i miei pensieri nero su bianco. Se non hai tale possibilità, porta pure a termine l’esercizio in più giorni.
  9. E’ possibile avvertire un senso di inadeguatezza, imbarazzo, colpa o paura nello scrivere qualcosa che ci è stato insegnato a giudicare come sbagliato. Se ti capita di provare tali emozioni, sappi che vanno benissimo. L’importante è continuare l’esercizio, perché alla fine noi non siamo i pensieri che produciamo, noi siamo quelli che osservano i nostri pensieri, siamo quelli che giocano con i nostri pensieri e, in questo caso, siamo quelli che semplicemente li trascrivono.
  10. Lascia dunque andare ogni eventuale forma di giudizio che possa sopraggiungere durante la scrittura. O ancora meglio, fai una bella parentesi e buttala giù per iscritto.
  11. Questa non è un’indicazione, bensì un ingrediente opzionale: laddove lo ritieni più impattante e liberatorio, esagera! Le parolacce, come qualsiasi cosa venga considerato un taboo nella nostra società, hanno un grande impatto a livello inconscio. Usare questi elementi nel riportare i nostri pensieri può dare un grande senso terapeutico di libertà. Per esempio potrei scrivere qualcosa del tipo “quello s*****o di un collega potrebbe anche spaccarsi il c**o ogni tanto no?!” o andare addirittura oltre. Personalmente, uso questo spunto in maniera molto spinta.
  12. Quando hai finito, non rileggere nulla. Prenditi 5 minuti di riposo e poi brucia tutto!

Perché dovresti provare questo esercizio? La tecnica in questione porta i suoi benefici giacché il problema non è il problema in sé, ma piuttosto lo stato emotivo in cui ci troviamo. In altre parole, in situazioni non limite, non è il lavoro o il comportamento del partner il vero ostacolo, bensì come noi ci sentiamo nei confronti di questi ultimi. Pensieri ripetitivi che affollano la nostra mente e consumano le nostre energie ci mantengono all’interno di emozioni ben precise, e sono queste emozioni ciò che desideriamo affrontare. Quello che accade seguendo le 12 regole qui sopra é un cambiamento del nostro stato emotivo. Scrivendo i nostri pensieri su un foglio non cambiamo il mondo là fuori, cambiamo come ci sentiamo noi, ed è questo sentirci diversamente che originerà eventuali soluzioni. Il nostro obiettivo è quindi quello di entrare in un registro emotivo differente, perché sono le nostre emozioni a determinare la nostra risposta agli eventi della vita, nonché la qualità della stessa. Mettendo i propri pensieri affollanti su carta, emozioni e sensazioni cambiano, ed è il senso di leggerezza e sollievo che ne segue a fare poi la differenza.

La tecnica che abbiamo visto può essere applicata in diversi ambiti:

  • Quando notiamo una persona avente un certo ruolo emotivo nei nostri confronti (noi stessi, la nostra compagna, il nostro compagno, un’amica, un amico, un parente, il capo, un collega, …) adottare un comportamento ricorrente non proprio di nostro gradimento, può venire a formarsi una catena di pensieri a riguardo, che piano piano si articola sempre più, per poi ripetersi, e ripetersi, e ripetersi. Questa è un’ottima opportunità per sperimentare l’esercizio della scrittura.
  • Può capitare di essere a letto e di non riuscire a prendere sonno a causa di pensieri che si accavallano continuamente nella testa. Per applicare la tecnica appena appresa, questi pensieri non devono necessariamente riguardare dei problemi. Infatti, a volte mi capita di rimanere sveglio a guardare la mia mente riflettere sul film appena visto o sul libro appena letto. Quando mi accorgo che i tempi si fanno biblici, ecco che mi alzo, investo mezz’ora per trascrivere i miei pensieri su carta, torno a letto, e magicamente mi addormento.
  • È possibile giocare di anticipo. Se ci capita un fatto che sappiamo avere un’alta probabilità di farci penare in termini di “seghe mentali”, possiamo prendere carta e penna e scrivere tutti i pensieri che potrebbero formarsi a riguardo. A tal proposito, tempo fa mi accadde di incontrare una persona che non vedevo da molto. L’incontro fu breve, però molte emozioni erano coinvolte. Così, appena rientrato a casa, non attesi di essere sommerso da pensieri come “avrà provato qualcosa rivedendomi?”, “no, non dovrebbe interessarmi”, “invece sì, poteva benissimo evitare di parlarmi”, ma detti libero sfogo a emozioni e fantasie, scrivendo in anticipo qualsiasi paranoia potesse venirmi in mente. Risultato: mente vuota e rilassata.

In conclusione, questa semplice strategia di scrivere a mano i propri pensieri su un foglio di carta è un modo efficace per liberare la mente e cambiare stato d’animo. Testatela voi stessi nei modi e ambiti più diversi, e fatemi sapere quali sono le prime differenze che notate tra prima e dopo.

 

Emanuele