01 Feb Collegare i punti: come le influenze nella mia vita mi hanno plasmato
Capire come funziona l’Universo è una delle mie ossessioni. Per questo amo la matematica, che indaga la realtà attraverso la fisica. Contrariamente a quanto molti credono, è la sua logica rigorosa a permettere lo sviluppo di una creatività illimitata nel navigare le sue regole. Come matematico, ammetto di essere un po’ pignolo. Per esempio, ero insoddisfatto del modo in cui i fisici giustificavano il primo modello a quark negli anni Sessanta, così ho costruito un approccio puramente algebrico che potesse soddisfarmi, facendone il primo capitolo della mia tesi di laurea triennale. La parte più interessante di quel lavoro, tuttavia, è stata vedere come i miei relatori hanno collaborato per aiutarmi ad affrontare alcuni problemi teorici, facendomi capire che il numero di libri memorizzati non è importante quanto la capacità di cercare e recuperare i pezzi necessari a risolvere il tuo puzzle. Mi hanno influenzato profondamente con la loro genuina passione ed impegno, ed è soprattutto grazie a loro che amo la ricerca, la quale non solo serve ad ampliare la conoscenza, bensì sostiene l’umanità nelle sue sfide.
Grazie ai miei risultati accademici e all’incoraggiamento dei miei amici, andare all’estero per completare la laurea magistrale in una delle migliori università è stato un sogno divenuto realtà, permettendomi di incontrare studenti e professori da tutto il mondo. Ascoltare le loro storie, confrontare le nostre convinzioni e condividere le nostre tradizioni ha plasmato la mia mentalità per sempre. Sono convinto che le differenze siano un ingrediente fondamentale per continuare a crescere professionalmente e umanamente.
La musica per me è come l’aria che respiro: così come l’ossigeno nutre il nostro corpo, la musica nutre la mia personalità, in particolar modo attraverso tutte le persone con cui ho avuto la fortuna di suonare e studiare. La direttrice del coro parrocchiale del mio paese, di cui sono entrato a far parte a quindici anni, è l’incarnazione dell’inclusione, della leadership e della determinazione. Inoltre, se c’è una persona che ha azzeccato il lavoro giusto per lei è la mia insegnante di canto: incredibilmente preparata ed empatica, mi fa sperimentare ogni settimana come il canto sia un misto di psicologia e fisiologia, una continua scoperta introspettiva. Più sostenevo la comunità con il coro, sperimentavo strani esercizi vocali, crescevo sul palco con la mia rock band, più ho iniziato a vedere la musica come un modo per connettere gli individui.
Credo che la felicità sia strettamente legata alla nostra capacità di riconoscere e interagire con le nostre emozioni, ma come possiamo farlo? La prima risposta concreta l’ho trovata nell’efficacia delle tecniche offerte dalla Programmazione Neuro-Linguistica (PNL). Oltre a migliorare la mia serenità, questa disciplina mi ha fornito strumenti pratici per sostenere anche gli altri nell’affrontare i propri sentimenti e le proprie sfide. Una figura di grande ispirazione in questo campo è John Grinder, uno dei fondatori della PNL. Ho partecipato a seminari in cui insegnava a persone provenienti da quarantasei Paesi diversi, trovando comunque il tempo di essere preciso, solidale e affamato di esplorazione. Le sue straordinarie capacità mi hanno mostrato dove posso fissare l’asticella.
Tuttavia, non sarei la persona che sono se non fosse per la mia famiglia e i miei amici. Quando l’Europa era bloccata a causa del COVID, mi trovavo all’estero, senza un tetto sulla testa, durante una pandemia mondiale e con la tesi magistrale da finire. Allo stesso tempo, non mi sono mai scoraggiato, perché i miei amici erano lì, pronti ad aiutarmi. Li amo così tanto, ognuno per le sue peculiarità.
Scienza, musica, PNL non sono solo passioni brucianti, sono tutte cucite insieme da fili comuni come la libertà, l’innovazione e la connessione, che insieme all’amicizia rendono la vita degna di essere vissuta.
Emanuele